Interviste


***********************************************************

INTERVISTATA DA VOI:

*********************************************************

SU LA GAZZETTA DI PISTOIA: CULTURA E SPETTACOLI

Adua Biagioli Spadi e il suo nuovo libro “Il tratto dell’estensione”

venerdì, 23 febbraio 2018, 13:26

di Giacomo Mozzi

A pochi giorni dall’uscita del libro di poesie ” Il tratto dell’estensione” di Adua Biagioli Spadi, La Gazzetta di Pistoia è andata ad intervistare la poetessa pistoiese che ci ha accolto con molto entusiasmo.

Buongiorno e grazie per la sua disponibilità, ho visto che il suo nuovo libro di poesie si intitola ” Il tratto dell’estensione” con immagine di copertina la regola aurea, o sezione aurea, di Fibonacci, utilizzata soprattutto da Leonardo da Vinci nei suoi quadri, ci vuole raccontare il perchè di questa scelta e se c’è un legame tra lei e lui in questo libro?

Buongiorno e grazie per l’ospitalità e l’accoglienza. Sì il nuovo libro è una raccolta poetica dal titolo “Il tratto dell’estensione”, uscito proprio a febbraio ed edito da “La Vita Felice”, dunque fresco di stampa. La copertina è molto interessante; si tratta infatti della sezione aurea di Fibonacci ed è stata ripresa da grandi artisti; si tratta di una figura geometrica, la così detta spirale aurea, ottenuta, considerando la traiettoria di un punto che si muove uniformemente e in maniera accelerata su una semiretta rotante intorno alla sua origine. Proprio di origine, si parla nel libro, in un percorso molto particolare. Nella copertina è presente anche una piccola rosa di Adriana Chimenti, bravissima illustratrice contemporanea. Non è casuale l’abbinamento, tra una certa linearità propensa ad estendersi in equilibrio ed un fiore, delicato e rappresentativo, al massimo grado, di una grande passione umana. Mi interessava mantenere eleganza, finezza, nudità ed essenzialità e che queste qualità si rapportassero alla veridicità della parola ed alla purezza delle passioni, tanto da ricordare che proprio queste stanno al centro di qualsiasi movimento umano e creativo, compreso l’allungarsi dello stesso linguaggio.

Nella sinossi del libro ho letto che  è presente un confronto tra genesi e mondo e genesi ed io, potremmo dire che dall’interpretazione delle poesie potrebbe scaturire un senso di rinascita da poi raffrontare al mondo ed in maniera più ristretta all’io?

Beh, sì, un procedimento complesso ma concatenato, non a caso una delle sezioni del libro si intitola “Il segno possibile”, questo si apre con una poesia, concisa ma evocativa, in cui faccio riferimento al divenire come evoluzione dell’apprendere, ma in prima battuta è la meta umana della genesi. Tutto il mondo evolve ed anche il cosmo pur non vedendolo concretamente ogni parvenza di stella o di luna, compie un’evoluzione. Se non ci fosse l’evolversi in ogni cosa e quindi nell’io, dal momento che siamo un tutt’uno con il cosmo, non si crescerebbe, non si andrebbe da nessuna parte, così non ci sarebbe estensione, né linguistica, né umana, né culturale.

Come nasce un suo libro? Sceglie prima la tematica e poi inizia a scrivere le poesie che ruotano intorno ad essa oppure scrive di getto e poi, in un secondo momento, le raggruppa nella tematica su cui vorrebbe concentrarsi? 

A dire il vero non ci sono regole precise su come nasce un mio libro, ci sono una serie di fatti, accadimenti, suggestioni, emozioni, perdite e ritrovamenti che fanno da humus alla terra del verso poetico. Quando qualcosa mi tocca molto da vicino, oppure quando un certo fatto, anche se lontano ha una valenza umana di grande impatto e portata nel mio sentire, ecco che spontaneamente metto a fuoco quel perno magmatico che poi voglio e mi sento, di andare a scandagliare. Da un grande affetto, a una grande assenza, da una perdita incolmabile a un accadimento universale che coinvolge inevitabilmente il sentire di tutti.

Il libro è diviso in diversi capitoli, o atti, tutti attinenti con la scrittura, da quanto tempo è che scrive? Lo sente come un suo momento intimo e ricercato o come un lavoro con dei ritmi e delle scadenze da rispettare?

Sì il libro è diviso in tre sezioni , carino chiamarli tre atti, quasi richiama una forma teatrale della vita. Queste sezioni, seguono un percorso fluido e consequenziale, da “La linea fragile” in cui parlo a diverso titolo della fragilità umana, alla seconda sezione intitolata “Il segno possibile”, che adoro, perché amo abitare il mondo della possibilità, fino a giungere alla terza, che non voglio svelare, per sorprendere il lettore. Scrivo dall’adolescenza, dai primi pensieri fino ad oggi. La scrittura è un qualcosa di intimo e ricercato, la cosa che mi sorprende di più è sentire quanto sia la poesia in particolare, a cercarmi. Scriverò sempre poesia, a meno che non sia lei, come mi ha fatto notare un giorno una cara amica, ad abbandonarmi e mi auguro che ciò non avvenga mai. Sicuramente scrivere non mi comporta scadenze precise, se non quelle con me stessa, ci sono linee che devo rispettare per completare l’opera nel tempo prestabilito, perché non si disperda. Diciamo che lo sento come il mio lavoro e sicuramente quello a cui vorrei dedicarmi a tempo pieno nella vita.

Quanto si sente legata a Pistoia? Ha dei progetti futuri che riguardano questa città sia a livello pittorico che letterario? 

Sono legata al mio territorio, certo, è qui che sono nata, anche se non so dove mi porterà la vita. Le mie radici sono queste, quando cammino per le strade di questa città le accarezzo a occhi chiusi, ho quella sicurezza di camminare in casa e di navigare in acque sicure. Amo tutto di questi luoghi, dalle colline in cui sono cresciuta alla città, il suo eco è un vento buono e pacifico. Se manca qualcosa direi che sia solo il mare, ecco il mare mi manca tantissimo, dovessi vivere da un’altra parte, mi piacerebbe una terra marina. In quanto a progetti ne ho molti, quello leggermente più fermo e stabile, direi sia la pittura, perché la scrittura sta prendendo il sopravvento, diciamo che sono tutti qui con me nei pensieri, che attendono la stesura e il completamento, e niente si perde quando si ha in mente, l’idea. Ogni idea è una nascita, si tratta solo di farla crescere e di trovare il momento giusto per partire e realizzarla.

Per maggiori informazioni è possibile visionare il sito www.aduabiagioli.it

Pagina Facebook: Adua Biagioli Spadi

********************************************************************

Marzo 2018

Intervista rilasciata per ValdinievolEventi Network: la tua agorà virtuale

Qualcosa di me a tuttotondo:

 

Per il ciclo “incontri con l’arte” di ValdinievolEventi, incontriamo Adua Biagioli, amica della nostra testata nonché protagonista del panorama artistico contemporaneo del nostro territorio…

Pittura, musicalità letterale, poesia: Adua Biagioli Spadi, pittrice, poetessa e maestra d’arte, protagonista del panorama culturale pistoiese e non solo, è di nuovo ospite del network di ValdinievolEventi. Con lei cominciammo il nostro ciclo di interviste, incontri e approfondimenti oramai tre anni orsono, e con lei adesso continuiamo il nostro impegno di conoscenza e divulgazione del tanto agire artistico che si impegna, si esprime e si presenta sul nostro territorio.
In occasione dell’uscita del suo nuovo lavoro poetico, “Il Tratto dell’Estensione”, incontriamo Adua per farci raccontare, soprattutto, la sua tensione creativa, la sua capacità espressiva, la sua fortissima connotazione di “comunicatrice”. Con tutto il bello che questo può farci incontrare…

Antonella: Carissima Adua, è un piacere incontrare la tua sensibilità e far conoscere la tua piacevole profondità d’animo ai nostri lettori. Io che ho l’onore di conoscerti di persona, per prima cosa voglio chiederti: cos’è per te l’espressione artistica? È più un atto che risponde ad un bisogno personale, o un qualcosa che ha insito dentro di sé il desiderio di comunicazione con gli altri?

Adua: Ciao Antonella, piacere mio e grazie per l’ospitalità sulla pagina Agorà Virtuale degli eventi in Toscana e non solo. Direi che non è semplice dare una risposta a questa domanda perchè dal mio punto di vista, alla base di ogni espressione artistica, c’è la libertà interpretativa di vedere, osservare e sentire il soggetto o l’oggetto cui si vuole dare forma espressiva, e ciò ha a che fare con l’aspetto più umano che ci caratterizza. Oggi tutto si complica, perché il contemporaneo ha accentuato le forme, le ha allargate, ampliate e talvolta esasperate, così che qualsiasi tipo di linguaggio viene ad esserne influenzato. Personalmente, credo che per una persona che senta la necessità vitale di esprimersi, la cosa più importante sia quella di non perdere la propria autenticità, ricordarsi chi siamo e da quale radice proveniamo fa sempre bene a noi stessi, anzi, essere noi, è la più bella espressione che si possa restituire al prossimo e, come ci ricorda Walt Whitman, ognuno di noi può contribuire allo spettacolo del mondo “con un proprio verso”, questo mondo in fondo così bello ma anche ricco di tante storture. Diciamo che, se l’espressione è il soggetto, il linguaggio è lo strumento mentre la comunicazione è il fine, dell’espressione. Altro discorso invece è tornare alle origini, dove l’espressione è radicata e nasce, allora penso che ci sia qualcosa di ancora più profondo. Per spiegarmi: immaginiamo di essere per un momento soli al mondo, senza nessuno a cui restituire nulla, ecco, penso che avremmo bisogno di esprimerci comunque, proprio per essere ed esistere, per quella necessità vitale al di là di chiunque possa raccogliere qualcosa di nostro, di cui parlavo all’inizio.

Antonella: Cosa fa di te una poetessa? Raccontaci il tuo procedimento creativo…

Adua: Ti ringrazio per avermi chiamata poetessa, ma non so se meritare questo appellativo, anche perchè fare poesia è difficile, delicato, tormentoso, un essere forma e contenuto insieme. Diciamo che dentro di me, semplicemente, ci sono delle pulsazioni dei motori emozionali e passionali che smuovono qualcosa che non si può descrivere, ma che si traduce in una collocazione di me nel mondo. Il processo creativo è uno solo, per tutte le forme espressive, il portare esternamente la propria voce fuori dal contesto quotidiano, questo è processo creativo, è un seguire quella linea in avanti che sento dentro. Tutto qua.

Antonella: Quando scrivi, che rapporto hai con le parole? Le avverti come una materia inerte che tu devi modellare, o le senti portatrici esse stesse di una tensione creativa indipendente?

Adua: Io e le parole, siamo in continua mutazione, forse anche più di quello che credevo fosse, ne è l’esempio l’ultimo libro che ho scritto,“Il tratto dell’estensione”, in cui mi rivolgo alla poesia per non dire al linguaggio stesso quasi fosse un amante, è quasi un cercarsi, quello che avviene tra me e la parola, lentamente, un percorrere gradini in salita. Non c’è mai un punto di arrivo, con le parole, non resto mai seduta sul gradino dell’ultimo libro. La parola è un’apertura massima che contiene i colori del mistero della vita, ed è sempre una tensione che coincide con la mia crescita.

Antonella: La lettura delle tue poesie è un’esperienza estetica per me molto bella. Io sono una cantante, e sento nelle tue parole una musicalità profonda, una ricerca sempre molto ponderata dei suoni, forse ancor prima dei significati. Quanto è importante per te far sentire quest’esperienza estetica in chi ti legge?

Adua: Non a caso la poesia è nata con la musica, in origine era questo, il loro essere sorelle, per così dire, le rendeva parte del concerto. Tu sei una cantante e puoi capire quello che voglio dire, e devo dire che anche per chi canta, c’è un rapporto particolare con la parola poetica, per il solo fatto che egli la deve interpretare. Così per chi la scrive, la poesia, è ancora di più un atto di responsabilità, quasi fosse opera d’arte in movimento, pronta alla massima interpretazione, sia che essa avvenga nel silenzio, che teatralmente, la poesia deve essere “tonda”, tanto da potere dire ..ecco, è pronta per compiere quel passaggio da me a te, compiuta formalmente e nel contenuto, con la riprova finale dell’empatia, quando si dice che la poesia “è arrivata”, significa proprio questo.

Antonella: Uno stralcio di una tua poesia Adua è impresso dal luglio del 2017 su una stele in pietra a Sambuca Pistoiese: che effetto ti fa vedere le tue parole impresse in un modo così definitivo (un po’ come quando vengono stampate): avverti la responsabilità ancor maggiore di quello che hai scritto, o sei come una madre premurosa ma pronta a lasciare una vita autonoma alle tue poesie?

Adua: Sì a Luglio 2017 , a seguito di un progetto poetico curato da Sabina Perri, che stimo e che saluto, un tralcio della poesia “Un altro mondo” tratta dal libro “L’Alba dei papaveri”, è stato scolpito su pietra e ubicata a San Pellegrino, una località del comune di Sambuca Pistoiese. Beh devo dire nonostante il ritaglio del verso sulla pietra, che potrebbe apparire un qualcosa di statico, in realtà l’ho sentito acquistare una vivezza nuova, anche perché ora la poesia è condivisibile e comunicazione con il passante, con l’osservatore attento, con il turista, con chi abita in quel luogo montano, uno snodo di studio anche per le scuole e per le associazioni sportive, per chi fa trekking, oltre che esteticamente un ornamento a un contesto aspro, come quello montano, che di per sé resterebbe in ombra. Infine e ritengo molto bello, c’è l’aspetto che lega la poesia alla durevolezza del tempo, quel concetto di infinito e di eterno che si amplifica. La poesia deve volare, ha bisogno di molti spazi, quelli dell’anima e quelli dell’ambiente. Così che possa volare, e che sia libera.

Antonella: Che rapporto hai con i lettori, quanto è importante per te ricevere feedback da parte di altre persone su quello che scrivi?

Adua: Bene, il lettore è fondamentale per ogni genere letterario che si voglia offrire altruisticamente, senza il lettore, malgrado la poesia resti, non esisterebbe condivisione umana, che a me piace molto, quando qualcuno legge ciò che scrivo e poi commenta e offre il suo pensiero ampliato su quello che ho scritto, avviene una cosa bellissima e silenziosa dentro. Dare poesia è regalare gentilezza, oltre che bellezza, peccato per chi non la legge, si preclude un mondo, duro per certi aspetti, un mondo che è cultura e ragionamento, in più si preclude cuore, mente e possibilità.

Antonella: Concludendo: tu esprimi con successo e partecipazione la tua meravigliosa interiorità personale attraverso le parole e la pittura. Che consigli puoi dare a chi senta di avere una intenzione creativa, ma ancora non sa dargli forma? Studiare, ponderare, o buttarsi, mettersi in gioco?

Adua: Beh, a chi sente di avere qualcosa da esprimere, consiglierei innanzi tutto di coltivare la sua passione, il suo sogno, di perseguire la propria aspirazione e il proprio obiettivo, con determinatezza, studio, naturalezza, un pizzico di ponderazione che è sinonimo di equilibrio e coscienza e una buona dose comunque di coraggio, anche per buttarsi un po’, perché no, mettersi in gioco vale sempre, per ogni cosa, così per l’arte che è vita, vale ancora di più.

 

****************************************************

Intervista rilasciata per The Pink Cafè – Su “Il tratto dell’estensione” – Prima intervista

https://thepinkcafe.net/2018/02/19/il-tratto-dellestensione-esce-la-nuova-raccolta-di-poesie-di-adua-biagioli-spadi/

 **********************************

Bellissima intervista di Raffaella Amoruso

sul Blog “PLAUSO”

martedì 27 ottobre 2015

 

Plauso ha il piacere di puntare i suoi riflettori su : ADUA BIAGIOLI

Benvenuta Adua! Parlaci di te:

Adua Biagioli Spadi: maestra d’arte e Operatrice Culturale dal 1997, pittrice e poetessa.

Dopo gli studi artistico-umanistici segue corsi di aggiornamento di scrittura partiti al Teatro Studio blu di Pistoia (oggi Il Funaro), partecipa a Reading poetici ed è presente in numerose pubblicazioni di antologie di Premi e Concorsi letterari nazionali ed internazionali tra le quali AMBROSIA, presentata in anteprima ad  EXPO’ 2015 a Milano. Frequenta il laboratorio di Lettura Scenica sotto la regia di Dora DOnarelli ed è Socia dell’Accademia Alfieri in poesia di Firenze e del Cenacolo Accademico Europeo Poeti Nella Società di Napoli, per il quale collabora con recensioni.

Collabora saltuariamente per Euterpe, rivista Letteraria e Culturale (Blog Letteratura) e scrive sul proprio Sito Internet www.aduabiagioli.it.

Dopo varie pubblicazioni in Antologie poetiche e riviste d’arte, nel 2015 esce il suo primo libro di poesie “L’Alba dei papaveri” edito La Vita Felice (MI).

Tra i premi letterari si ricordano:

Il 1°premio per la narrativa al Concorso Letterario De Leo-Bronte – con un racconto inserito in Antologia Bronteana 2014 e sui siti Internet Internazionali BronteBlog e BrontePersonalBlog; Premio Premio Letterario Nazionale di poesia Ambiart 2014– Milano – conferimento del Premio Regionale Unico per la Toscana; finalista al Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica con la silloge poetica inedita “SOLE” – 2014; Quarta tra i finalisti al premio Nazionale Letterario Città di Follonica 2014 “Il Cipressino d’Oro”; Finalista e Primo Premio Ex-Equo per merito alla poesia Inedita – Premio Letterario Internazionale Città di San Marcello Pistoiese.

PUBBLICAZIONI O MOSTRE -SITO – BLOG – PAGINA PERSONALE

Pubblicazione in Antologia del Premio Internazionale Letterario Baccarini Città di San Marcello P/se 2015- Poesia inedita; Pubblicazione di una poesia da “L’Alba dei papaveri” sulla rivista letteraria “Qui Libri”nr.30 Agosto/Settembre 2015;  Pubblicazione di alcune poesie de “L’Alba dei papaveri” sulla rivista culturale Letteraria Leopardi – Settembre 2015; Pubblicata una poesia de “L’Alba dei papaveri” sulla rivista settimanale cattolica “La Vita” (PT); Pubblicata una poesia in Agenda dei poeti – OTMA Editore – 2015.

Pubblicata in Antologia del Premio Letterario Nazionale “Nuovi occhi sul Mugello” 2014 – Poesia su Giotto;

Pubblicata sul Blog on line “Vibrisse” di Giulio Mozzi – per la rassegna “Le cose che sono in casa” – Poesia “Post-it”; Pubblicata una mia recensione sull’arte “Quando la bellezza diventa edonismo” sulla rivista culturale letteraria “Euterpe” –Ottobre 2015; Pubblicata una poesia su Antologia del Premio letterario Piemonte Letteratura” 2015 XXII /I) Ed. Centro Studi Cultura e società – (TO); Pubblicata in Antologia del Premio Letterario “Fiori d’Inverno” 2014 – Ed. Il Quadrifoglio;Pubblicata una poesia in Antologia letteraria “Alda nel cuore” – Voci di poesia – 2015; Pubblicata una poesia edita “La Vita Felice” dalla raccolta Ambrosia 2015 – sulla Rivista culturale letteraria Alfieri – Accademia Vittorio Alfieri (FI); Pubblicata una poesia in Agenda letteraria IBISKOS ULIVIERI – 2010; Pubblicata in Antologia del Premio letterario “L’amore non dà nulla fuorchè se stesso” – Edit Santoro – Poesia pag. 12 “ Lo sguardo” e pag. 13 “Restare”; Pubblicata in Antologia Bronteana III –Premio Letterario nazionale De Leo Bronte – per la narrativa e la poesia. 2014; Pubblicata in Antologia poetica 2006/2010 “Premio Letterario Un Monte di Poesia” – Abbadia San Salvatore – Accademia Vittorio Alfieri (FI)- pag. 48 poesia “Un altro mondo”; Pubblicata in Antologia del Premio Letterario La montagna Vallespluga 2009 -  Sulla Collana “Le Schegge D’Oro” Ed. Montedit – pag. 10 poesia “Dall’alba nel tramonto”; Pubblicata in Antologia del 13° Concorso Nazionale Poesia Grigioperla” – Amore – Auser di Montale (PT – Ed. Ma.Ga.Ma. – pag. 63 poesia “Lettera d’amore”;Pubblicata sulla rivista multimediale fondata da U. Montefameglio “Il Club degli autori” Marzo 2009 anno 18 nr. 190-191-192 – Pag. 24 Poesia “Un mondo migliore” edita da “La Vita Felice” inserita nella raccolta “L’Alba dei papaveri”.

Pubblicata in Antologia del premio Internazionale di Poesia San Domenichino Triennio 2007/2009 a cura di F. Pedrinzani p. 272 poesia “Domani”; Pubblicata in Antologia del Premio di Poesia “Il Club degli autori” 2008/2009 Ed. Monedit – Collana “Le Schegge d’Oro” p. 10 “Una busta bianca”.

Sul Sito Internet www.aduabiagioli.it sono visionabili sia il curriculum letterario che artistico completo con le mostre personali e collettive.

La mia pagina personale Facebook è Adua Biagioli Spadi; presente anche su Twitter.

 

Che cosa fai?

Lavoro a contatto con l’utenza, essendo in Polizia Municipale, scrivo e dipingo.

 

Come ti definisci? 

Appassionata del ‘bello’, culturalmente impegnata.

 

Qual è il tuo messaggio? 

Osservare e ascoltare la vita, anche nel momento in cui si soffre un po’ la nostra paura del vivere.

 

Come nasce un’idea?

Un’idea nasce  principalmente da quello che mi circonda, da quello che vivo tutti i giorni, emozioni e suggestioni, ma anche desideri, sogni, fragilità. Un’idea nasce talvolta nell’inconsapevolezza, frutto dell’ ispirazione più ‘scintillante’.

 

Che cos’è per te l’ispirazione? 

L’ispirazione può essere un’onda trasparente, un vento caldo, un cielo incandescente, una leggera scossa che investe l’anima.

 

Che cos’è l’arte? 

L’Arte è un affluire di bellezza e di verità che si allacciano, si riconoscono come in un abbraccio e rispecchiano l’esagerata chiarezza e regolarità dell’essere e del mondo.

 

In che circostanze ti vengono le migliori idee? 

Le migliori idee, vengono all’improvviso, quando devo rincorrere la penna o il pennello che non ho a portata di mano, la sera, la notte, all’alba. Nell’attimo in cui un pensiero si trasforma, o meglio richiama qualcosa di vero, di bello e di desiderato.

 

Come si deve valutare un’opera artistica? 

Penso si debba valutare nella sua interezza, con tutti i parametri che la caratterizzano, a partire dalla forma per finire al concetto, includendo l’epoca in cui è stata creata.

 

L’artista deve reinventarsi ogni giorno? 

Sì, il termine ‘reinventarsi’ è qualcosa che presuppone innovazione, fuori e dentro, originalità, cambiamento di stile, apertura alle nuove idee e alle nuove generazioni, penso che però non sia un dovere, piuttosto una necessità per ‘essere’.

 

Che artisti ammiri e in che modo hanno influenzato le tue opere? 

Ammiro Caravaggio per l’intensità e l’espressività coloristica che mi coinvolge, ammiro Klimt per l’originalità e la dolcezza che infonde attraverso la morbidezza delle immagini, ammiro Michelangelo per la sua complessità, per la voragine di intelligenza e la genialità in cui mi perdo, per la poesia che restituisce e ammiro l’arte che mi concede di sognare in genere, compreso il surrealismo.

 

Quanto conta per te pubblicare (se scrittore o Poeta) mostrare le tue opere (se artista visivo)?

Pubblicare è il gesto finale con il quale si compie un ciclo. E’ importante nella misura in cui si vuole condividere qualcosa di nostro con il mondo. Mostrare quello che scrivo e quello che dipingo in generale lo adoro, mi fa sentire viva e mi dà quel senso di appartenenza alla terra e un po’ di più, che altrimenti resterebbe in un oblio senza senso. Penso anche però,  che già di per se sia importante, una ricchezza e un dono sono lo scrivere e il fare arte, al di là che si riesca poi nell’intento di pubblicare o di mostrare, perché le arti in fondo sono un dono personale concesso che non si impara, se non che ascoltando se stessi e amandosi come fossimo parte della natura.

 

Quanto conta la copertina in un libro? Parlaci della tua creazione.

La copertina ha una sua importanza, è il primo polo attrattivo, di forte impatto visivo, che prima del titolo ingabbia l’occhio e trasmette già la prima emozione, se non addirittura una chiave interpretativa di un concetto. Se poi la copertina è anche un proprio dipinto, come nel caso della mia creazione, del mio primo libro pubblicato a giugno 2015,  “L’Alba dei papaveri”, poesie d’amore e identità, per l’esattezza sessantanove poesie, bene, allora direi che vale anche molto di più. So di averci messo tutta la carica espressiva ed emotiva che ho dentro. L’impatto è forte, e non è stato difficile abbinare l’immagine di un campo di papaveri rossi, che amo per la tipologia del fiore innanzitutto, già simbolo della bellezza della spontaneità della vita e ricordo, insieme alle due mani che con delicatezza cercano di raccogliere tutto quello che il simbolo sta trasmettendo e offrendo, proprio come si raccoglie il frutto dopo la semina, in una speranza, in un’apertura alla vita e a una nuova stagione, un nuovo altro percorso volto al futuro.

Programmi per il futuro?

Continuare in questo percorso ricco, faticoso, magico, unico. Continuare a scrivere e a dedicarmi alle arti che amo. E poi, vedremo come raccoglierne i frutti.

Grazie a Raffaella per lo spazio concessomi. A pr

9 NOVEMBRE 2014 

STASERA IN ONDA SU RADIO ANTENNASUONO.IT

L’INTERVISTA FATTA DA

“GRANDANGOLARE DELLA POESIA” AD ADUA BIAGIOLI

 

Cosa significa la poesia per te?
La poesia oltre a essere un linguaggio musicale è per me quello interiore dal quale poter fermarmi per ripartire ogni giorno e aprirmi al mondo che mi circonda: io-mondo, un canto a due voci che ha sempre un’eco di ritorno.

Cosa s’innesca in te quando scrivi poesia?

Il desiderio di essere migliore. Apprezzare e accettare ogni volta di più l’altro e i fatti che mi accadono.

Qual è la funzione del poeta e della poesia oggi?

Per me la funzione del poeta oggi è quella di scrivere una poesia che, al di là del “giro armonico” specifico di ognuno, possa portare in luce un’antica verità, che sta alla base dell’’origine di tutto: bellezza e civiltà nel nome del bene.

Un paio di aggettivi per descriverti e farti conoscere al pubblico.

Vera. Ultrasensibile.

Cosa ti diletta di più la lirica antica o quella moderna?

Ritengo che siano essenziali entrambe per diverse ragioni, ma con lo stesso fine che è quello di rinnovare la mia presenza e il mio apporto in questo viaggio tutto da inventare e da scoprire. Per questo allego due mie poesie, “Nel silenzio” e “Angeli” che in qualche modo rappresentano quello che affermo sopra.

 

*********************************************************

Intervista di Pietro De Bonis alla pittrice Adua Biagioli

Qui riporto il link in cui sono stata felice di essere stata intervistata per la rivista Oubliette Magazine pubblicata il 12 Dicembre 2014. Ogni volta che mi vengono riservate interviste riscopro il fatto che tutto quello che faccio, scrivendo e dedicandomi all’arte ha sempre un nuovo sapore e soprattutto è un confronto anche non facile con il pubblico che legge e osserva e che non mi conosce, venendo a scoprire il carattere che mi appartiene riversato sulle mie espressioni di vedere il mondo.

Ultimamente sono stata intervistata anche sulla poesia in una trasmissione trasmessa su Antenna Suono (che ritrovate riportata su questo sito). Ogni volta, ho il piacere di mettere a punto i cardini che mi spingono a fare arte e scrittura e dunque a fare luce su me stessa.

Grazie di cuore a Pietro De Bonis e alla rivista che potrete trovare sul sito on line Oubliette Magazine.com, e che mi ha dedicato uno spazio così importante e che potete leggere anche qui di seguito:

 

Di sé dice: “La mia ricerca artistica spazia dall’elaborazione di soggetti di tipo naturalistico, floreale, paesaggistico, allo studio della figura umana nel suo proprio intimistico mondo. Una ricerca, quella umana, che si cala anche nella psicologia che si cela dietro l’immagine che rappresento. Aperta a sperimentare tecniche e materiali anche diversi da quelli tradizionali del disegno e della pittura, come la poesia.”

Adua Biagioli è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua passione. Buona lettura!

 

P.D.B: Benvenuta Adua! Domanda secca, pronta? Se volessi rappresentare il presente che ti circonda, quale immagine coglieresti? Hai tre secondi per rispondermi: 1… 2…

Adua Biagioli: Grazie a te… Tre secondi sono pochi per rispondere a questa domanda, ma ci proverò. Forse il presente lo coglierei in un’immagine mentale non molto facile da rappresentare, ma che sento che oggi assuma ancora più importanza, visti anche i fatti che stanno accadendo non solo nel nostro paese ma ovunque e direi che la raccoglierei in un’immagine rappresentativa della Libertà, con la lettera maiuscola, intesa come libertà di pensiero, di espressione, di essere se stessi. Un po’ difficile da rappresentare ma alla fine qualcosa esce fuori, se viene dal cuore.

P.D.B: E un’immagine del tuo presente interiore?

Adua Biagioli: Sì direi di sì, qualcosa che forse sta accadendo a me, in quello che vivo giornalmente. In raffigurazione pittorica probabilmente la trasmuterei in qualcosa di astratto in cui risalta solo la forza dei colori, che non sono altro che le emozioni che abbiamo dentro e che vogliono uscire.

P.D.B: Ora rilassiamoci. Ho letto che la pittura è una passione che coltivi sin da piccola; e proprio lì vorrei tornare. Quando hai capito che non avresti mai lasciato la pittura?

Adua Biagioli: Sì la pittura la coltivo da quando sono ragazzina, ho iniziato con il disegnare fumetti, semplici, schematici.. poi li ho abbandonati per fare altro. La pittura ha preso il via da sola e ho capito che non l’avrei lasciata, non subito, tant’è vero che ho avuto intervalli di tempo in cui non ho dipinto niente. L’ho capito dopo il primo anno di Accademia di Belle Arti, a Firenze, quando ho visto che nonostante i momenti di silenzio, i colori tornavano spontaneamente e ne sentivo l’esigenza, come mangiare o respirare, di ritornare a lavorare sulla tela… o meglio su di me.

P.D.B: Tu, traslandoci ahimè nel mondo solito, sei vigile urbano. Dirigi bene le automobili come dirigi bene i pennelli? Quali delle due è più difficile comandare?

Adua Biagioli: Sì, sono Agente di Polizia Municipale. Se mi chiedi quello che so fare meglio, anche se direi che sono due aspetti della vita ben differenti, direi che l’arte prevale perché è nata con me, la porto dietro da sempre, probabilmente dirigo l’orchestra meglio con i pennelli.. se così posso dire. L’arte non è semplice, è un continuo studio che parte da dentro, ma gestire il mondo attraverso un lavoro, o meglio un servizio da offrire al cittadino è ancora più difficile, soprattutto oggi.

P.D.B: Dipingi a olio o acrilico, è così? Mi spieghi le tue tecniche di pittura? Sono curioso.

Adua Biagioli dipinto

Adua Biagioli: Le tecniche che uso sono entrambe e il risultato è differente. Dipingendo a olio ottengo una brillantezza di colori diversa, forse più “importante” oserei dire, occorre mischiare bene il colore e non è semplice trovare le gamme che ti servono, ma l’olio dà sempre la possibilità di correggermi se mi accorgo degli errori che faccio, perché si asciuga molto lentamente. La tecnica ad acrilico è più rapida, da questo punto di vista è più difficile giocarlo perché non aspetta, si asciuga velocemente e il colore lo riprendi male, ma la resa degli effetti è altrettanto buona.

P.D.B: Riguardo la ritrattistica, che volti ami rappresentare? Di che sesso, e perché? Quali stati d‘animo delle persone?

Adua Biagioli: I ritratti sono difficili ma mi entusiasmano sempre perché l’abilità consiste nel saper cogliere i caratteri tipici di un volto e saperne rendere la somiglianza pur capovolgendolo a mio piacimento. Occorre avere un riflesso immediato per rendere un volto originale. Solitamente dipingo volti femminili, mi piacciono le espressioni degli occhi e tramite il colore e l’andamento delle forme, dure o dolci, dipende da quale soggetto rappresento, mi piace ricavarne una certa espressione, o stato d’animo particolare. Mi piacciono gli stati d’animo che catturano l’occhio dell’osservatore, come la pietà, la passione, il mistero.

 

P.D.B: Mi racconti del tuo viaggio a Venezia durante il Carnevale? Del tuo incontro con le Maschere?

Adua Biagioli – dipinto

Adua Biagioli: Sì, Venezia è bellissima e affascinante, come le sue maschere, ci sono stata diverse volte. Quelle maschere me le sono riportate tutte a casa impresse  nella memoria, perché guarda caso, ciascuna è uno stato d’animo, se si osserva con gli occhi che vanno oltre quella perfetta e meravigliosa  estetica che caratterizza la veneziana, unica al mondo. E poi… quante maschere si indossano oggi.. l’uomo le sa portare così bene che vale la pena dipingerle.

P.D.B: Cito una frase tua che mi ha attratto molto: “Non c’è bisogno dell’uomo che anima i dipinti di paesaggi, che si muove o che commenta in una visione che tace silenziosa”, cioè?

Adua Biagioli: I paesaggi sono un altro soggetto della pittura, a me piace dipingerli, ma non mi piace molto riportare quelli affollati di gente, animati dalla festa della vita umana, per quanto bella sia, perché il paesaggio è bellissimo pure quando la presenza dell’uomo è solo lì per osservarlo. É bello anche nel suo silenzio, nella sua distensione naturale, senza essere stravolto da nient’ altro. Per fare un esempio mi affascinano i paesaggi di mare nei momenti in cui il sole nasce o tramonta, o  quando la luce è fortissima e investe tutto e non c’è niente tranne lo splendore del luccicare dell’acqua al cielo e i riflessi a tutto ciò che la circonda; mi affascinano i paesaggi di cieli stellati, lunari, deserti di sabbia in cui nulla c’è eppure pare ci sia tutta la vita. Sono sensazioni che sento e che mi piace riportare sulla tavola… anche se non è semplice per niente.

 

P.D.B: Grazie di cuore per questa intervista. Cosa dobbiamo aspettarci prossimamente dalla pittrice/vigilessa Adua Biagioli? Spero nessuna multa! Scherzo. Grazie di nuovo.

Adua Biagioli: Grazie a te, mi ha fatto molto piacere parlare di arte qui. Diciamo che ora mi sto concentrando sul colore e su qualcosa di più astratto, un leggero discostarmi dal figurativo e vediamo cosa esce fuori di nuovo. Spero ci sia un po’ di magia da regalare nelle prossime mostre in vista per il 2015… nessuna multa.. be’… sarebbe già una bella magia… Grazie ancora a te per questa intervista.



Visit Us On FacebookVisit Us On TwitterVisit Us On Google PlusVisit Us On Instagram