“Sagome sequenziali” – Arte di Silvia Percussi- Finissage

 “Sagome sequenziali” di Silvia Percussi – Galleria del Leoncino, via della Madonna 45 – Pistoia – Finissage.

Sabato 13 Febbraio mi sono recata al Finissage della mostra “Sagome sequenziali”, create dall’artista “Silvia Percussi”, artista pistoiese e fiorentina di nascita.

Ho avuto il piacere di conoscere Silvia tramite i versi di un’amica poetessa, Anna Maria Dall’Olio, e attraverso l’Associazione dell’omonima galleria che ospita la mostra della quale Silvia è parte attiva e vitale. L’avvicinamento all’artista e alla persona ha avuto come punto di incrocio quella fusione-osmosi concettuale tra Arte e Letteratura.

Ne è stata conferma, la giornata del Finissage della sua mostra, in cui ho assistito a tre interventi relativi alla sua espressione artistica, richiamanti alternativamente Arte-Letteratura-Architettura, facenti parte di un ambiente concettuale che ha fatto della figura protagonista naturale e vegetale, propria “dell’albero”, un vasto richiamo interpretativo di suggestioni alternate e convergenti in un unicum che è sagoma-simbolo-significato – spazialità-dimensione-collocazione globale, pensata all’ambiente umano, cittadino e naturalistico.

L’importanza della rappresentazione dell’Albero come elemento formale, simbolico e motivo di espressione trova una interessante fusione tra arti e letteratura: simbolo della vita in continua evoluzione ciclica che ramifica e rigenera con le stagioni, viene trattato dai grandi artisti, primo fra tutti Leonardo Da Vinci sul Trattato di pittura, (parte sesta) “Degli alberi e delle verdure”, soffermandosi sui  principi della crescita dei rami e le sue regole, e poi avanguardisti e non, da Cezanne (Castagni e fattoria, 1885-1887) a Van Gogh (Grandi Platani, 1889), da Bruno Munari con L’albero modulare – “Disegnare un albero” (1978), da Renè Magritte (La voix du sang, 1961), e ancora a Piet Mondrian con “Sera” (1908) dirigendosi verso un processo di pura astrazione con Paul Klee che paragona l’artista a un albero per cui l’artista è come il tronco, le radici i suoi contatti con il mondo” mentre “la voce della natura diventa un concerto di voci”; gli alberi del pittore russo  Kandinsky e  “L’albero della vita “ di Gustav Klimt (1905/1909) e ancora altri capolavori da ricordare.

Riferimenti artistici che si congiungono a quelli letterari, dall’antico favolista Esopo, ai poemi omerici (Iliade e L’Odissea) ; da Jean de La Fontaine, poeta francese , narratore sensibile al tema della natura e della vita rurale facendo parlare gli alberi, la quercia con la canna per rendere veri i principi morali alla società del tempo, ad Hans C. Andersen che passa dalla poesia alla tragedia, per arrivare alla magia della fiaba e sottolineare il mondo della natura, senza  dimenticare i famosi Ent della Terra di Mezzo di Tolkien o alla pianta immaginata da Shel Silverstein, Hermann Hess che parlò della vita di Siddhartha Gautama e del fico delle pagode in India e il Platano Picchiatore di Harry Potter e la Camera dei segreti; oppure la quercia di Harper Lee ne “Il buio oltre la siepe” . Tutti i riferimenti compresi infine all’interno della Sacra Bibbia che ne fa da completamento con “L’Albero della conoscenza nel Giardino dell’Eden.

Dall’attuale rappresentazione offertaci da Silvia Percussi, artista contemporanea tra i contemporanei all’interno del percorso in mostra, non si può non notare come il suo Albero diventi l’Albero Universale, che rappresenta ciascuno, e che assuma quella esclusiva diversità che ci aspettiamo dall’Artista.

Esso diviene importante ritaglio che si fa sagoma su supporto, talvolta bianco quasi candido, talvolta variegato, in superficie divisa tra colori uniformi e geometrica scomposizione di linee a scindere lo spazio che acquista prospettiva. L’albero si inserisce in un andamento vitale nell’ambiente e che sembra non perdere di vista l’uomo, il punto di vista del suo occhio, che trova e ritrova la pianta sequenzialmente ripetuta in plurime versioni.

L’Albero ci viene restituito attraverso un lavoro di quasi totale ‘asporto’ di arricchimento e sovrappiù, di un superfluo fogliame, rendendoci quella percezione che è propria della snellezza e della semplicità della vita, la percezione pure dell’andamento assunto dalla pianta al passaggio leggero del vento.

L’artista usa genialmente una serie di elementi diversi per variegare la sagoma dell’albero, non solo in senso spaziale, giocando con la bidimensionalità e con l’idea di una tridimensionalità:  sposta il soggetto, lo accosta, lo intreccia, lo incorpora ripetuto all’interno di un’ altra sagoma,  lasciandolo sempre protagonista  e rilevandolo in una tematica anch’essa sequenziale.

Eppure, se ci avviciniamo ad osservare quella precisa sagoma, estrapolandola singolarmente, non si può che constatare la preziosità e la cura con la quale viene  resa, con il gioco di materiali semplici che simbolicamente fanno perno alla vita, in un richiamo totalizzante ad essa: l’aggiunta di una perla, ad esempio, all’interno della chioma della pianta ci richiama l’ambiente acquatico, l’acqua intesa come elemento essenziale alla vita, che sembra non essere più un caso, se tale elemento si incastona nell’albero, simbolo di vita  e principio dal sapore antico, pure esso. Tutto ci ricorda, che il mondo intorno a noi è fatto di ambienti (che talvolta non amiamo come dovremmo), di verde, di cielo, di spazio immenso, di acqua e per questo sono doni sacri che ci avvolgono restituendoci una propria spiritualità.

Il Finissage di “Sagome sequenziali” , non è che l’inizio di un lavoro in divenire, che Silvia Percussi sarà pronta a regalare al pubblico in futuri lavori , e sono sicura che  ci sorprenderanno per l’originalità della sua arte.

Adua Biagioli Spadi


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