RODIN- L’UOMO E L’ARTISTA – UN ARTICOLO SUL TEMPO E SULL’AMORE

Chi è l’uomo davvero? Cosa è disposto a fare, l’uomo, per l’amore?

Dal punto di vista artistico-emozionale, se Rodin non avesse toccato l’aspetto più turbinoso, di una donna tanto aggraziata esteticamente quanto fuori dal comune, dal punto di vista del temperamento, vien da chiedersi quanta intensità sarebbe riuscito a tirare fuori dalle pietre da cui sbucano come fiori, scene di amanti tanto coinvolgenti, da aver colpito pure il pubblico dei suoi tempi (anche in senso negativo).

Inquieto artista e uomo, eccedeva oltre i confini della creatività, turbando e conturbando insieme. Rodin e Camille non vivevano un amore che sguazzava in calme acque, né lo vivevano alla luce del sole, dunque era complesso, tormentato, sofferto, sempre alla ricerca di “più amore”, di un qualcosa che c’è ma non è mai abbastanza, che pare ci sia, ma mai totalmente.

Alla ricerca di presenza dentro l’assenza. Mai l’abbraccio totale, seppur rappresentato formalmente. Ci si potrebbe chiedere quanto di amore carnale e quanto di amore spirituale ci fosse.

L’arte esprime quello che a parole non si può esprimere, l’opera  esce fuori laddove il resto si ferma. E se tutto può fermarsi dentro una pietra, l’amore, l’istinto , la passione quella stessa pietra non li può fermare, si esternano come dalle sculture.

Dall’altro punto di vista, è pur vero che solo la pietra può fermare quell’attimo e quell’essenza che due anime innamorate cercano l’uno dentro l’altra, in un Eros che pare un riprendersi continuo, senza stanchezza né rinuncia, con il desiderio di raggiungere qualcosa che si vorrebbe per la vita.

E la delusione, forse, di non riuscire ad afferrarla, proprio come non si afferra il tempo ed il cambiamento, l’amore che non riesce a diventare, pur desiderandolo, di quell’eterno ed infinito che ti fa sentire “al sicuro”: il desiderio di fermarlo e di farlo restare, nella ricerca continua di coincidenze per potergli affidare la propria vita.

La vita dell’uomo, poggia sui paradossi e sui contrari: Eros/Amore, Lotta/Amplesso, rincorrere l’amore ed afferrarlo, desiderio di possedere e paura di perderlo, trovarlo e rifuggirlo.

L’uomo è ancora un paese inesplorato, con le sue paure e le sue fragilità, in perenne stimolo di cercare e paura di perdere l’ultimo traguardo, perché dall’esperienza della vita nessuno resta fuori.

Per questo l’Amore va protetto e difeso in una lotta contro l’attimo che fugge e che tenta di cambiarlo, proprio mentre cambiamo noi: una sfida che vale la pensa di misurarcisi e poter dire un giorno: “ho scelto te, sento che sei qui, e ti posso affidare pure la mia vita”.

 

Adua Biagioli


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