“La Regina delle Nevi” di Hans Christian Andersen. Perché ho scelto questa fiaba da dipingere.

“La Regina delle Nevi” di Hans Christian Andersen. Perché ho scelto questa fiaba.

Una delle fiabe più lunghe dello scrittore danese, sottotitolata “ una fiaba in sette storie”, poiché è divisa in sette sezioni, ognuna delle quali descrive una vicenda compiuta. Come solito fare nelle fiabe l’antefatto ci racconta come un qualcosa di malvagio abbia creato un artefatto per ingannare i personaggi e irretirli in un incantesimo. In questo caso uno Specchio, capace di far sparire tutto ciò che di bello si specchia in lui, e di accentuare e di deformare tutto il cattivo. In seguito, lo specchio si rompe in mille frammenti che vengono dispersi per il mondo, entrando negli occhi e nei cuori degli uomini corrompendo le loro anime. Seguono le altre storie e i protagonisti, due bambini, Kay e Gerda, si perderanno e uno dei due restarà prigioniero dell’incantesimo fino a che Gerda non lo ritroverà dopo aver passato peripezie e guai e aver incontrato amici lungo il percorso. L’incantesimo del bacio, la perdita della memoria, castelli di ghiaccio, cavalli di ghiaccio, una regina sofferenta a causa dell’amore perduto, maghi, il passaggio delle stagioni, carrozze, animali, cornacchie, renne, principesse, e finalmente la Lapponia. Gerda ritroverà Kay. E l’incantesimo si scioglierà.

Adoro questa fiaba perchè esiste una parola che si chiama “etrnità” che mi rimanda a qualcosa di favoloso, di meraviglioso, di desiderante. Adoro questa fiaba perché amo la dolcezza e amo le lacrime così come l’abbraccio o il sorriso tramite i quali le persone si riconoscono, in un’empatia di cuori. Amo questa fiaba perché gli specchi si rompono, perché c’è la danza, perché alla fine si festeggia come in un rito la vibrazione del bene che prevale sempre sul male.

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Amo questa fiaba perché il bene vince attraverso l’autenticità e l’innocenza prendendo come riferimento la creatura più innocente, che è il bambino, portatore di luce, di speranza e di azzurro.sento: libera.

Ho scelto questa fiaba perché anche il ghiaccio può ricomporre spontaneamente la parola “eternità” ricomponendo i suoi frammenti rotti e sparpagliati a terra, e la amo perché ci rende liberi. Come io mi

Ho rappresentato “La Regina delle Nevi” in questo piccolo dipinto, con l’immagine del volto rappresentativo che mi piaceva di più.

Ho giocato sugli azzurri, sul ghiaccio che è bianco ma trasparente e può avere i significati cui noi vogliamo dargli.

Ho giocato sui capelli della donna perché amo i riccioli e le onde, amo le maree e il blu.

Questo volto mi ha permesso di giocare con lo sguardo rendendolo in qualche modo freddo con l’uso del colore, ma allo stesso tempo trasognato.

 

Un rimando alla parola.

Adua Biagioli Spadi

(Diritti Riservati)


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