Il Presepe di Cristina – Anno 2013

Un Presepe, lascia sempre una sensazione dentro. Tutto è silenzio davanti alla santa scena che ogni volta appare nuova. E’ lì, per farsi osservare nell’apparente, muta fermezza. Il tempo non sembra sia mai passato.

Presepe di Cristina 2013

Entri nel Presepe di Cristina e la prima cosa che fai, è quella di restare un lungo attimo sulla soglia, al di qua delle tende, sotto una stella che si allunga. Ti soffermi per vedere, per sentire, per vegliare, per udire, per ammirare. Ti meravigli per quello che si apre. Una città nuova, scavata nei minimi particolari.

Si apre un mondo antico in cui ogni grotta, ogni abitazione, ogni edificio, ogni capanna, ogni scala, paglia, fieno, ed ogni singolo piano, diventa un angolo collegato all’altro, unito dalla vita dei suoi abitanti. Tutto ti viene incontro. Si apre l’azzurro di una notte stellata, scie di stelle che illuminano ciò che sta accadendo magicamente sotto a quel cielo. Si apre un vento fresco, sotto al suo Presepe.

Percepisci che qualcosa di importante sta accadendo, proprio laggiù, di fronte a te, dove è posto un bambino appena nato. E la vita scorre nell’apparente stasi, mentre nasce quella rinnovata, che salva. Intorno c’è il colore dell’ocra, dell’oro, delle terre della terra, color di fiori di pino, si sabbia, di quella Betlemme che tutti sappiamo.

Viene ricreato con una somiglianza che sa di verità, con quella ecologica virtù di saper fare, anche dell’oggetto ormai sfruttato e lasciato al suo smarrimento, l’essenziale per l’ambiente dell’uomo. E quel che ti colpisce,di questo Presepe, è il mischiarsi dei sensi, tutti insieme.

Qualcosa ti rapisce, perchè vedi scorrere il lavoro umile dei personaggi, senti ed ascolti il suono dell’acqua, simbolo pure della vita, che lentamente si avvicina e fa sentire dentro, al centro del Presepe, quasi pure che lo stesso osservatore diventa un suo viandante.

C’erano voci, che chiamavano da qualche parte, quella notte, e tutti si incamminavano per ammirare l’evento. Un evento ancora una volta ricreato nel suo essere originale e sempre veritiero. Dunque esci dal Presepe, e ti senti un pò diverso, arricchito di qualcosa di più. Qualcosa che merita di essere vissuto ed osservato.


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